Battipaglia Dall'Alto

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Fiato sul collo diffondi Gli incontri degli amici di Beppe Grillo Grillo68

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martedì, 23 giugno 2009

Umanità Nova

umanità novahttp://www.federazioneanarchica.org/index.html

Cos'è "Umanità Nova"?

Umanità Nova si presenta settimanalmente in edizione cartacea come luogo di comunic/azione, di incontro, interventi e riflessioni su fatti e vicende dell'anarchismo sociale, dei movimenti libertari, antiautoritari, anticlericali, di mondo del lavoro e sindacalismo di base, azione diretta, lotte sul territorio, spazi sociali e percorsi autogestionari.

Sebbene durante il corso della sua esistenza abbia dovuto continuamente scontrarsi con innumerevoli tentativi di soffocarne la voce, continua dalla caduta del fascismo (1945) ad uscire ininterrottamente, in maniera completamente autofinanziata e grazie al sostegno politico di quanti vi hanno trovato un mezzo coerente con gli obiettivi e le pratiche antistatali ed anticapitalistiche di emancipazione e di trasformazione rivoluzionaria che via via si sono prodotti nella società e nei momenti di lotta che ancora oggi, in epoca di globalizzazione e di restaurazione autoritaria, li perseguono.

per ricevere copie saggio o abbonarsi:
email: unamministrazione@virgilio.it


postato da: JonathanAlto alle ore 17:12 | link | commenti
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lunedì, 22 giugno 2009

Se il governo va a puttane!

silvio mignotteIl titolo di questo post potrebbe avere un doppio significato: esprimere in maniera decisamente colorita la fine di un governo e quindi l'apertura di una crisi, oppure potrebbe significare che il capo del governo (e non solo lui) va letteralmente e materialmente con le puttane... Pardon, volevo dire con le escort (ovvero le accompagnatrici-badanti che rivitalizzano le prostate con massaggi perineali e fanno resuscitare anche i morti).
Scherzi a parte... Sarebbe un'utopia per noi italiani poter finalmente affrontare e sconfiggere un governo, e la maggioranza che lo sostiene, su argomentazioni esclusivamente politiche: invece no, siamo costretti ad assistere a questa enorme e variegata vicenda grigio-rosa che non ha nulla di politico (nel senso alto e dignitoso del termine), ma che è solo la squallida rappresentazione poco trasmessa in tv di un declino umano e valoriale generalizzato. Per quanto tempo ancora durerà il consenso stratosferico sventolato dal premier Berlusconi? La gente che lo ha votato continuerà a sostenerlo nelle urne anche dopo questa squallida soap opera cominciata da tantissimo tempo e che si sta materializzando in maniera rocambolesca solo in questi ultimi mesi? Dal velinismo in politica al caso Noemi, dalle foto in Sardegna alle puttane di Villa Grazioli, dalle telefonate a Saccà (da cui l'urgenza della Legge di  Don Angelino Alfano sulle intercettazioni) all'uso e abuso degli aerei di stato pagati con i nostri soldini!
L'Italia, lo sappiamo, è una "repubblica delle banane" che ha imparato nel corso dei secoli (non so fino a che punto sia una virtù) a sopportare tante cose: l'italiano medio tutto sommato non perde l'appetito durante il passaggio dalla monarchia alla repubblica; l'italiano si adatta bene o almeno cerca di ammortizzare le invasioni napoleoniche, arabe, austro-ungariche...; sopporta nazisti, barbari, gli enormi escrementi degli elefanti di Annibale, le truppe inglesi e americane, gli armistizi, le crisi energetiche e le giornate senza auto, il vino al metanolo e il sangue infetto, i preti pedofili e il Papa nella gioventù hitleriana, ecc. ecc. ecc. Quindi perchè non dovrebbe sopportare/supportare un premier puttaniere? Mica siamo in America dove i Presidenti spompinati dalle stagiste se ne vanno dritti dritti verso l'impeachment? Perchè la maggioranza dovrebbe essere messa in crisi da una serie di notizie simili sul comportamento privato del capo del governo? D'altronde a noi cosa importa? L'importante è che tolga la spazzatura da Napoli e che pensi a ricostruire le case in Abruzzo...  L'importante è che continui a nutrire il popolo italiano con i suoi contentini in stile "panem et circenses"! L'importante è che continui con questa sua  "politica da crociera"... Che c'importa se una persona del genere, totalmente impazzita e fuori controllo, diventa un giorno addiritura Presidente della Repubblica?
Continuiamo a votarlo e sostenerlo! Continuiamo a far parte della sua percentuale di consenso! E soprattutto ricordiamoci di sostenere il suo partito alle regionali del 2010... Disintegriamo totalmente il resto della timida opposizione: se deve essere l'era berlusconiana, che lo sia in maniera totalitaria e senza fare sconti.
Non siate degli stupidi moralisti: votatelo!!!
Meglio un puttaniere che fa finta di governare bene, che uno smunto leader di centro-sinistra, sfigato e pessimista... Vai Silvio, continua così: non temere...! Siamo con te...
L'Italia ha bisogno, ogni sessant'anni circa, di una totale autodistruzione politica e sociale: abbiamo bisogno di farci del male! Ben venga, allora, Berlusconi!

p.s.: mi chiedo solo una cosa in qualità di salernitano... E sorrido mentre ci penso!
A cosa starà pensando la bellissima e agguerritissima Mara Carfagna in questi giorni? Come riuscirà a far convivere la sua santissima e ferocissima battaglia contro la prostituzione e il comportamento da puttaniere del suo "datore di lavoro"?
S'inventeranno, forse, un decreto ad personam che permetterà alle più alte cariche dello stato di andare a puttane liberamente e senza troppe complicazioni?
Sì... andrà sicuramente a finire così! E poi non dobbiamo dimenticare che anche Mara Carfagna è stata concepita in provetta nella stessa scuderia delle "altre"!

Mi consenta...

postato da: JonathanAlto alle ore 17:03 | link | commenti (14)
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domenica, 21 giugno 2009

"Dov'è il mio voto?"

Iran_flag

Nel mondo c'è ancora chi perde la vita pur di avere elezioni pulite nel proprio paese e risultati trasparenti per un cambiamento deciso dal popolo: ricordiamocelo mentre andiamo a votare la domenica mattina con i dolci in mano e la tessera elettorale nella tasca del pantalone. Ma soprattutto cerchiamo di ricordare in futuro le immagini drammatiche del video riportato in questo post  se ci dovesse venire in mente la strana idea di non andare a votare perchè dobbiamo andare al mare o perchè siamo delusi dai politici e ci sentiamo lontani dalla politica.

In questi giorni dall'Iran ci giunge una grande lezione di vita civile: una lezione, purtroppo, macchiata di sangue!!!

Young girl being killed by plainclothes 

امروز، سی خرداد، ساعت 7 بعد از ظهر این دختر جوان توسط لباس شخصی ها کشته شد
Basij shots to death a young woman in Tehran's Saturday June 20th protests

At 19:05 June 20th
Place: Karekar Ave., at the corner crossing Khosravi St. and Salehi st.

A young woman who was standing aside with her father watching the protests was shot by a basij...

http://www.liveleak.com/view?i=0db_1245519048


postato da: JonathanAlto alle ore 21:09 | link | commenti (3)
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sabato, 20 giugno 2009

Eugenetica Politica: la vigilia delle Leggi Razziali del Terzo Millennio.

...con quei leghisti ignoranti nella maggioranza ne vedremo e leggeremo delle belle!!!

Roba da Sudafrica...

La base contro il sindaco leghista ma nero

di Daniele Sensi

I tg nazionali di prima serata le hanno dedicato ampi servizi post-elettorali, e del suo volto s’è interessata mezza stampa europea. Lei, Sandy Cane (di madre italiana e di padre afro-americano), eletta a sindaco di Viggiù, nel varesotto, doveva per alcuni essere la definitiva dimostrazione di come il suo partito, la Lega Nord, poco abbia a che fare col razzismo. Ma non tutti, nel Carroccio, hanno gradito. Ed è sul forum di Radio Padania che alcuni sostenitori leghisti in queste ore si stanno sfogando. «Nel brillante risultato alle ultime elezioni c’è una macchia: il sindaco un po’ nero di Viggiù», scrive Protesilao. Che precisa: «La signora Cane non ci rappresenta, noi non vogliamo un’Italia multirazziale». Gli fa eco Teiko: «Mi viene voglia di andar a dirgliene quattro a chi l’ha piazzata al posto di uno dei nostri».

E’ al Bossi pensiero («Finché esisterà la Lega mai gli italiani sceglieranno un nero») che ci si appoggia per decretare l’incompatibilità della Cane «con la cultura e con i valori» del movimento. E non di sola incompatibilità pare si tratti: «Questa elezione sta creando non poco imbarazzo in molti elettori», ammonisce un militante. Se taluni tentano di ridimensionare («In fondo parliamo di un paesino-ino-ino»), altri ne fanno una questione di principio, prendendosela con «certe teste leghiste» che si sono messe a pensare «all’integrazione del forestiero».

«Penso si sia trattato solo di una trovata elettorale, per far vedere che i leghisti sono buoni», replica invece TheCollector, raccogliendo il consenso di Cimbro: «Che sia stata una mera operazione di facciata è chiaro come il sole». Alcuni mettono discussione la validità stessa della candidatura da parte del partito: «Ha una tessera da socio sostenitore, tessera che non dà diritto a candidature pubbliche». Nel dibattito si infila timidamente Eziofulk, che sottolinea come comunque si tratti della «figlia di un' indigena». Osservazione però non sufficiente a calmare gli animi. Tanto che subentra la genetica: «Non è la permanenza in un luogo a definire un individuo, ma il sangue che gli scorre nelle vene: sono i geni che ereditiamo dai nostri genitori a determinare il nostro modo di pensare e di agire». TheCollector condivide. E a sostegno della tesi cita le parole di un iscritto a Forza Nuova: «Il Colosseo o l’Arena di Verona appartengono al nostro intimo, mentre per gli immigrati non sono che ruderi».

Tra appelli ai dirigenti affinché si ravvedano, «altrimenti è l’immagine del partito che verrà rovinata», e sconsolati rilievi di chi, «a frittata ormai fatta», spera che abbia al più presto termine «l’eccessiva amplificazione data alla vicenda dai giornali gossippari», sul sito di Radio Padania la discussione prosegue. Nei giorni scorsi qualcuno, commentando quanto avvenuto a Viggiù, aveva tirato in ballo un presunto ”effetto Obama”. Sarebbe stato forse più opportuno parlare di operazione foglia di fico.


postato da: JonathanAlto alle ore 19:38 | link | commenti (2)
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venerdì, 19 giugno 2009

Alburni: rifugio Panormo

rifugio panormoPANORMO. Un articolo di Diodato Buonora, un vero competente.

(dbuonora@libero.it)

La natura è "più natura" al Rifugio Panormo di Ottati.
A volte basta veramente poco per raggiungere dei posti inimmaginabili, dei luoghi che sorprendono per la bellezza paesaggistica e naturale, delle mete vicine che danno l'idea di trovarsi chissà dove. In questo inizio luglio sono stato al Rifugio Panormo di Ottati, nel cuore degli Alburni, dove, che come giustamente dice il depliant, la natura è "più natura". Ottati è un comune di circa 800 abitanti, le cui origini sono molto antiche e alcuni studiosi le fanno risalire al periodo della denominazione greca. L'economia del posto è legata principalmente all'agricoltura e all'allevamento. Per arrivarci, da Capaccio Scalo, ho raggiunto Castelcivita e successivamente Ottati. Qui, subito dopo il paese, all'altezza del cimitero, si trova l'indicazione per svoltare a sinistra. Si prosegue, immersi in una natura incontaminata, tra boschi secolari di faggi, prati fioriti di tantissimi colori e mucche podoliche al pascolo, su una stradina stretta ma ben asfaltata, per ben 11 km. Si giunge in località Campofarina, dove troviamo il Rifugio Panormo a ben 1340 s.l.m., un'altezza quasi alpina. Costruito negli anni '50, questo rifugio doveva servire come ricovero per i mandriani, i boscaioli o per quant'altri abitassero il bosco per lavoro, non potendo far ritorno ogni sera nelle proprie abitazioni. Con il passare degli anni, con l'evoluzione della vita e soprattutto con la costruzione di strade che permettevano il ritorno a casa, il rifugio è stato adattato a ristorante-albergo. In occasione della nostra visita, la giornata era leggermente nuvolosa, quel tanto da far trovare una temperatura di 16°, e pensare che alla partenza da Paestum avevamo ben 29°. Dopo aver comodamente parcheggiato, abbiamo raggiunto il rifugio. Non era molto affollato, ma le persone che stavano pranzando erano ben organizzate con giubbini e pullover. Noi, invece, avevamo una tenuta completamene estiva. A riceverci abbiamo trovato il titolare Pasquale Cappelli, insieme alla signora Antonietta che si occupa dei fornelli, che visto il nostro abbigliamento ci ha consigliato un posto all'interno e, non sto scherzando, in poco tempo ci ha messo a nostro agio e ci ha acceso anche il camino. Può sembrare una barzelletta, ma il clima e la temperatura lo hanno reso molto gradito. L'ambiente, dal punto di vista professionale, non offre molto, ma chi viene in questo posto è alla ricerca di tutt'altro. C'è da dire che abbiamo trovato un'accoglienza calorosa, oltre alle specialità e alla gastronomia che generalmente si trova da queste parti. Come antipasto c'era un ricco assortimento di salumi, formaggi locali (tra i quali il caciocavallo podolico) e verdure fresche e sott'olio. anteceCome primi piatti si poteva scegliere tra fusilli, ravioli, tagliatelle e cavati accompagnati con sughi al pomodoro, al ragù di castrato o ai funghi. I secondi, invece, sono ricche grigliate di carne del posto. Il vino è quello locale. Quindi un ristorante dove la gastronomia del luogo e la semplicità la fanno da padrona. Da aggiungere che il prezzo vale ampiamente il viaggio: un pranzo o una cena completa, compresa di vino, non supera mai i 15 euro a persona. Molto invitanti anche i prezzi che si effettuano per le 5 stanze tutte dotate di servizi indipendenti e riscaldamento. Ecco le quote individuali in camera doppia: pernottamento e prima colazione 20 euro; mezza pensione 30 euro; pensione completa 35 euro; il supplemento singola è +20%. È proprio il luogo ideale per chi cerca una tranquilla vacanza (o un week end) a contatto con la natura incontaminata.
Rifugio Panormo - 84020 Ottati. Tel. 0828.966305 - 339 6906988 - 339 7924647. Sito web: www.rifugiopanormo.com - Voto 65/100

(articolo ricevuto da Oreste Mottola)

Tesori locali: il Castello di Olevano sul Tusciano (Sa)

Rovinisti di tutto il mondo, unitevi!!!

I ruderi del castello, il cui nucleo principale è posto tra i due massi rocciosi che sono sulla sommità del monte omonimo, sorgono a circa 650 metri sul livello del mare. La funzione della fortezza era principalmente quella di ospitare la popolazione durante gli attacchi e le scorrerie piratesche che venivano dal mare, attraverso la pianura sottostante. Esso assolve a compiti decisivi per la difesa del principato di Salerno e proprio per la sua posizione non fu mai espugnato. Infatti l'insediamento domina tutta la pianura fino al mare per cui ogni movimento di truppe era ben visibile, tanto da permettere alla popolazione di potersi rifugiare nelle sue mura ed avere il tempo disponibile per prepararsi a sostenere gli attacchi. Nella seconda cinta di mura (la prima è ben visibile in alcuni tratti nei pressi del centro antico sottostante - erano inglobate le torrette di avvistamento e un portone di accesso. Essa cinge l'ampio pianoro costituente la maggior parte dell'area archeologica del Castrum - esso stesso edificato su preesistenze greche e romane - oggi sconvolta da una recente opera di forestazione con messa a dimora di centinaia di pini e abeti. Percorrendo la pineta, un piccolo sentiero conduce ai ruderi racchiusi nella prima cinta; dopo pochi minuti di salita si incontrano i ruderi della chiesa del castello, edificata extra moenia; essa è leggibile in pianta e presenta la navata ed una piccola abside: notizie la intestano a Santa Maria degli Angeli. Proseguendo, si intravedono a ridosso della pineta, due torrioni a pianta quadrata, posti a breve distanza tra loro, uniti da un pianerottolo su un muraglione terrapieno. Le fabbriche, costituite da pietra del luogo e riutilizzo di materiale di risulta, hanno assunto una colorazione identica alle rocce cui sono aggrappate per cui diventa impossibile, da una certa distanza, individuare la differenza tra lei e la roccia stessa. Il nucleo conserva buona parte delle strutture portanti che permettono ancora un'agevole lettura degli ambienti: infatti nell'androne principale, dipartono verso est il belvedere costituito da un torrione sormontato da un arco che si affaccia sulla valle del Tusciano; verso sud il salone di rappresentanza ed altri locali di pertinenza siti anche a livelli superiori; nella parte più bassa esistono anche cisterne scavate nella roccia nelle quali confluivano le acque meteoriche, sia naturalmente sia convogliate attraverso canalizzazioni in cotto. La struttura occupa l'intero spazio tra i due massi la cui sommità è raggiungibile attraverso arditi camminamenti naturali e a tratti manufatti. E' ancora visibile un arco sospeso nella zona più alta del secondo masso. Alla base di quest'ultimo esiste una piccola grotta nella quale, narra la leggenda, era inizialmente la statua di San Michele, poi trasferita nella grotta grande attuale dimora dell'Arcangelo. I ruderi del Castrum Olibani sono raggiungibili dalla frazione Salitto proseguendo per la località Cannabosto da cui, immediatamente verso destra, salendo, parte una strada sterrata che conduce direttamente al Castrum. http://www.olevanoproloco.it/Itinerari.htm

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(foto by Jonathan)



postato da: JonathanAlto alle ore 14:29 | link | commenti
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giovedì, 18 giugno 2009

V for Vendetta

Ogni dittatura, seppur "dolce", prima o poi deve fare i conti con il proprio Piazzale Loreto, con il proprio V day... No, non mi riferisco al V day di Grillo che pure smuove gli animi della gente veicolando informazioni "drammatiche" su una frequenza comica... Mi riferisco al V day della Vendetta! Quella sana...
Dopo il velinismo pompato e politicizzato, dopo le varie leggi ad personam, dopo tutta la corruzione spacciata per normalità, dopo l'arroganza e la falsità dei consensi, dopo la diffusione e l'uso delle televisive armi di distrazione di massa, dopo le bugie dei sondaggi taroccati, dopo il finto efficientismo di un governo che basa la propria longevità su soluzioni di facciata, dopo la repressione dell'opposizione e i continui tentativi di imbavagliamento dell'informazione, dopo la ridicola psicopatologia di un primo ministro che ci smerda a livello internazionale, dopo il puttanismo esasperato e tutte le altre forme di berlusconismo, è arrivato anche per noi il momento di festeggiare il nostro 5 Novembre...

«Remember, remember,
the fifth of November,
Gunpowder, treason and plot.
I see no reason
why Gunpowder treason
Should ever be forgot!»

«Ricorda, ricorda,
il cinque novembre,
polvere da sparo, tradimento e complotto.
Non vedo alcuna ragione
per cui la congiura delle polveri
dovrebbe essere mai dimenticata!»

E ora ascoltate attentamente il monologo che segue, parola per parola, e ditemi se non è terribilmente ed inesorabilmente attuale... Quella che un tempo chiamavamo fantascienza, oggi dovremmo semplicemente definirla INFORMAZIONE!


postato da: JonathanAlto alle ore 01:22 | link | commenti (2)
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mercoledì, 17 giugno 2009

Tombini "nostalgici" a Battipaglia... Eja Eja alalà!!!

tombino nostalgicoCopia di tombino nostalgicoNiente paura amici di Battipaglia dall'alto, non sono tornati... O meglio, non sono tornati "quelli famosi"  del ventennio di Mussolini, ma in compenso oggi abbiamo i "nipoti" del quindicennio di Berlusconi. Che è peggio! Almeno i fascisti a cui fa riferimento il fascio in rilievo sul tombino nostalgico erano "palesemente fascisti"... I riciclati del centro-destra (che "orgogliosamente e italicamente" si apprestano a  governare la provincia e buona parte dei comuni in essa contenuti), invece, sono più pericolosi perchè provengono un po' da varie fonti e tutti si sono autodiluiti in questa strana creatura, figlia del predellino dell'auto di Silvio, che si chiama Popolo della Libertà... I fascistoidi che parlano di libertà: è un po' come se Emilio Fede parlasse all'improvviso di "obiettività giornalistica"... C'è da ridere, insomma!
Quale peggiore razza poteva mai uscire fuori dalla nascita del PdL? I fascisti riciclati nella Svolta di Fiuggi (ma pur sempre fascisti in pectore) che si amalgamano con gli ex democristiani, i piduisti, i mafiosi e tutto il materiale di risulta derivante dalla demolizione politica operata da Mani Pulite.
Come disse Titina De Filippo nel film "Totò, Peppino e i fuorilegge" (1957): "...ma che razza di bestie ci stanno in questo posto?"
Tutto sommato, pensandoci bene, il tombino littorio e il PdL svolgono la stessa funzione: entrambi e con un certo malcelato distacco generazionale non fanno nient'altro che nascondere...

...MERDA!!!


postato da: JonathanAlto alle ore 19:34 | link | commenti (2)
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L'orgoglio (si fa per dire!) di essere battipagliese!

ORGANIZZIAMO UN "BATTIPAGLIESE PRIDE"!

(se abbiamo il coraggio e la faccia tosta per farlo...)


postato da: JonathanAlto alle ore 10:47 | link | commenti (1)
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Sempre a proposito della PISTA CICLABILE DELLA LITORANEA DI BATTIPAGLIA...

pista ciclaDicevamo, alcuni post fa, che la pista ciclabile della litoranea di Battipaglia così come è attualmente gestita, non serve a niente... Anzi! E' più dannosa che utile...
E' vero anche che non è questo il problema più grave della litoranea... Ci sono ben altri problemi in quella zona!

C'è innanzitutto un grande problema di prostituzione: papponi, clienti arrapati e prostitute "ornano" il paesaggio litoraneo di giorno e di notte, con o senza pneumatici da bruciare... Le forze dell'ordine se ne occupano sporadicamente: non è un fenomeno facilmente arginabile. O forse non c'è la volontà per farlo...
Vogliamo parlare dei "comunitari" e degli extracomunitari, clandestini e non, sfruttati dalla Camorra e dai "caporali" del sotterraneo mondo agricolo della Piana del Sele? Secondo voi chi c'è dietro le insalate e i pomodori prodotti nella fertile e ridente (cosa c'avrà da ridere, poi?) Piana del Sele? Vanto dell'industria agricola campana? Ci sono loro: uomini e donne schiavizzati che abitano in "pollai" e "porcili" pagando a noi "italiani brava gente" fitti esorbitanti...
E mentre questi "fastidiosi extracomunitari" vanno avanti e indietro su biciclettine fatiscenti tra un campo di pomodori ed uno di cavolfiori, a Piazza della Repubblica c'è un coglione come Francesco Storace  de "La Destra" che da un palco sbraita slogan razzisti in vista delle elezioni e dei relativi ballottaggi!
Vogliamo parlare dei rifiuti nella pineta della litoranea?
Vogliamo parlare delle costruzioni abusive che qualche sindaco coraggioso anni fa cominciò a far demolire nella zona litoranea di Eboli?
Vogliamo parlare dei depuratori che non funzionano?

Non ne vogliamo parlare? Vabbè... Allora parliamo solo della pista ciclabile...

DSC00001Pista ciclabile, litoranea di Battipaglia: piano della pista con rigonfiamento e crepe...
Per rendere più "avventuroso" e "stuzzicante" il transito.

DSC00002Pista ciclabile con "salto agli ostacoli": per mettere alla prova i riflessi del ciclista e la sua capacità di saltare con la bici...

DSC00004Pista ciclabile con cassonetti piazzati lungo il percorso: nel caso in cui il ciclista voglia gettare una carta o una bottiglia al volo mentre pedala... E per rendere il tragitto più "interattivo"...

DSC00003Pista ciclabile: "manutenzione zero"

DSC00008Pista ciclabile con "munnezza" ed erbacce

DSC00009Pista ciclabile con "munnezza" ed erbacce (parte 2)

CARI AMMINISTRATORI: SVEGLIATEVI!!!
LA PRIMAVERA E' COMINCIATA DA UN PEZZO...

martedì, 16 giugno 2009

Battipaglia: il mare d'inverno con tramonto nuvoloso...

DSCI0006DSCI0011DSCI0009Mare d'inverno, comune di Battipaglia
(foto j.a.)

postato da: JonathanAlto alle ore 21:48 | link | commenti
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Battipaglia: il mare d'estate con munnezza...

Sarebbe troppo facile e turisticamente disonesto mostrarvi le foto di splendidi lidi (sono la maggioranza, a dire il vero) con la sabbia pulita, le cabine colorate, gli ombrelloni allineati e tutti i comfort per trascorrere una bella giornata al mare... No!
Quando si parla di spiagge si deve NECESSARIAMENTE parlare anche di spiagge LIBERE.
Ora, quando si parla di spiaggia libera, non si sa perchè, qualcuno pensa ad un luogo dove (in quanto libero) si puo' fare un po' come cazzo ci pare (vi ricordate la "Casa delle libertà" di Corrado Guzzanti? Ecco: noi invece c'abbiamo le "Spiagge della libertà"). E invece no: è esattamente il contrario. Proprio perchè "libere" e quindi non curate da un privato, dovrebbero a maggior ragione
essere curate  dall'Amministrazione e non considerate TERRA DI NESSUNO. Insomma il territorio di un comune non è costituito solo dalla piazza centrale dove si fanno i comizi e dove i politici  e gli aspiranti tali cercano di accaparrarsi i voti per giungere alla tanto agognata poltrona del potere.
ANCHE LE SPIAGGE LIBERE SONO TERRITORIO BATTIPAGLIESE!
Dove sono i cassonetti per le spiagge libere?
Come avviene la raccolta dei rifiuti nelle periferie di Battipaglia?
Chi dovrebbe sorvegliare e multare chi getta i rifiuti vicino alle spiagge libere?
Perchè un pensionato che c'ha la pensione minima e vuole prendere un po' di sole al mare, una mamma con bambini che non può affittare una cabina in un lido per VIP
devono stare a contatto con questo schifo?
E soprattutto vorrei chiedere ai "signori cittadini" che lasciano i rifiuti sulla spiaggia: MA VI PIACE PROPRIO VIVERE NELLA MERDA? Vi piace così tanto che la volete vedere davanti ai vostri occhi anche durante le vacanze quando andate al mare? E' così difficile per i vostri neuroni disidratati concepire il binomio trasporto+ricerca cassonetto?
DSC00005Un cumulo di "munnezza" su una spiaggia libera di Battipaglia.
(foto j.a.)

postato da: JonathanAlto alle ore 21:27 | link | commenti (1)
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"Il bello della bicicletta" a Battipaglia...

Parlare di bicicletta e di cultura ciclistica a Battipaglia è un po' come parlare di ramponi da ghiaccio ad un bagnino!
Di biciclette, diciamoci la verità, se ne vedono pochine in giro, nelle strade di Battipaglia (fatta eccezione per i ciclisti forzati della Piana: mi riferisco agli extracomunitari che non usano la bicicletta per "sport" ma perchè è l'unico mezzo  che hanno a disposizione per andare a lavorare nei campi della fertile Piana del Sele con il rischio quotidiano - ed è già successo - di essere investiti dalle auto!)
Non se ne vedono molte di bici a Battipaglia. E non per pigrizia da parte dei battipagliesi.
Per carità! In pectore, lo so, i battipagliesi sono tutti dei Coppi e Bartali in versione "mozzarella"...
Le cause sono altre: il manto stradale killer, il traffico e i gas di scarico, la mancanza di idonei spazi all'interno della città, la mancanza di una vera cultura cittadina dedicata al mezzo... Insomma, è meglio andare in moto o in auto: si fa prima e si fa anche più colpo sulla ragazza di turno!
La bicicletta è un po' per sfigati! Questa è la voce che circola negli ambienti fighettistici e destrorsi della città capofila della Piana del Sele. La bicicletta è roba di sinistra: andrebbe bene nelle città del nord, nelle "città rosse"(e dove stanno più le città rosse?) dell'Emilia Romagna... Qua siamo campani: ci piace "'a sustanz!"... Ci piace "'o machinon!" Ci puzziamo di fame, ma "'o machinon ce vò!"
L'unico timido tentativo da parte di una certa cittadinanza di rendere omaggio alla bicicletta è rappresentato dalla ormai famosa manifestazione CICLOLONGA grazie alla quale un nugolo di ciclisti della domenica può scorrazzare liberamente per qualche ora. Un po' poco, ma meglio di niente!
Quella che sarebbe dovuta diventare la vera sfida ciclistica battipagliese, la PISTA CICLABILE DELLA LITORANEA, si è ridotta ad una squallida ed abbandonata striscia di spazzatura e arbusti incolti che rendono il transito avventuroso e pericoloso! La pista ciclabile così come è gestita oggi NON SERVE A NIENTE! E' utile solo per far sostare le auto dei clienti delle prostitute... E' utile solo per ridurre la larghezza di una delle strade più trafficate d'estate!
La manutenzione della pista ciclabile, evidentemente, non è il cruccio maggiore dei nostri amati amministratori, troppo impegnati a dribblare commissari prefettizi, elezioni e ballottaggi per occuparsi della cosa pubblica!

In attesa di tempi migliori, vi consiglio un libro che rende giustizia al mondo della bicicletta.
(j.a.)

il bello della biciNel 1948 esce nelle sale "Ladri di biciclette" di Vittorio de Sica. Passerà appena un anno e Fausto Coppi, trionfatore in sella alla sua Bianchi di Giro d'Italia e Tour de France, diventerà l'eroe dell'epopea moderna celebrato da Roland Barthes. Ed è proprio nel clima di devastazione e speranza, di distruzione e rinascita dell'immediato dopoguerra che si impone il mito contemporaneo della bicicletta, un mito oggi forse maturo per trasformarsi in utopia ecologista e democratica. Augé analizza lucidamente il "nuovo umanesimo dei ciclisti", che annulla le differenze di classe, induce all'uguaglianza, riconduce l'esistenza nelle nostre città a tempi e ritmi più sostenibili, trasforma le vie urbane in spazi da scoprire con la cadenza regolare della pedalata e riapre così le porte, in ultima analisi, al sogno e all'avvenire.

«Anche solo la possibilità di sognare aumenta la felicità» dice Marc Augé, il teorico dei “non luoghi” nel suo nuovo libro “Il bello della bicicletta” (Bollati Boringhieri).

In quale modo la bicicletta potrebbe rivoluzionare il mondo contemporaneo?
«L’impiego della macchina, oltre che arrecare danno all’ambiente, simboleggia la nostra perenne fretta, oggettiva o soggettiva che sia. La bicicletta, invece, costringe a rileggere in modo più umano il tempo, permette una nuova e libera fruizione dello spazio e quindi una riscrittura degli itinerari della città».

E da qui potrebbe partire un “nuovo umanesimo”, come lo definisce lei?
«È evidente che la bicicletta crea maggiore solidarietà e occasioni di socializzazione tra le persone, nonché una maggiore uguaglianza: da questa dimensione possono scaturire cambiamenti che non ci immaginiamo o meglio che possono immaginare solo le persone della mia generazione, cresciute nel dopoguerra con film come “Ladri di biciclette” di Vittorio de Sica o campioni come Fausto Coppi, vincitore nel 1949 del Tour de France e del Giro d’Italia. La bicicletta allora aveva una dimensione mitica».
(intervista di Giulia Calligaro)

postato da: JonathanAlto alle ore 14:46 | link | commenti (1)
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Battipaglia e la Psicogeografia...

Battipaglia è una città "impegnativa": riuscire a trovare una "chiave di lettura", una "poetica" (o anche solo un "senso"!) in un dormitorio catto-produttivistico come la nostra amata "capofila della Piana del Sele" è un'operazione abbastanza ardua... Ma non impossibile.
No, non sto parlando di Storia e di "importanza storica"; non mi riferisco al "senso religioso" di un luogo, al sentimento di appartenenza che bene o male esiste un po' ovunque... Non sostengo nemmeno un discorso "politico"... Sto solo cercando le relazioni tra la psicologia collettiva di una popolazione e l'urbanistica: la conformazione di una città è influenzata dagli schematismi mentali della sua popolazione oppure è la struttura urbanistica che influenza i processi mentali dei cittadini? Esiste un modo per decontestualizzare il nostro pensiero (senza usare droghe allucinogene!) da ciò che ci circonda e liberarlo dalla rigida struttura urbanistica costruita intorno ad esso nel corso dei decenni? Viviamo in una gabbia strutturale e architettonica di cui non siamo consapevoli e il nostro movimento in città è solo la reinterpretazione di un copione urbanistico deciso da altri? Subiamo una stratificazione disordinata realizzata nel corso degli anni oppure siamo realmente padroni del nostro rapporto sensoriale con la città?

Che senso ha Battipaglia?

(da Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Psicogeografia)

La psicogeografia è una metodologia d'indagine dello spazio urbano creata nei primi anni cinquanta dal movimento di avanguardia artistica dei lettristi.

Nel 1953 Ivan Chtcheglov scriveva: "Sire, io vengo dall’altro paese. Nelle città ci annoiamo, non c’è più un tempio del sole" (...)    "I diversi quartieri di questa città potrebbero corrispondere all’intera gamma di umori che ognuno di noi incontra per caso nella vita di ogni giorno". 

Nel primo numero del bollettino dell'Internazionale Situazionista, pubblicato nel 1958, la psicogeografia viene definita "Studio degli effetti precisi dell'ambiente geografico, disposto coscientemente o meno, che agisce direttamente sul comportamento affettivo degli individui". In questo senso la psicogeografia si inserisce nel filone del determinismo ambientale, che era nato già con Friedrich Ratzel a metà Ottocento, per cui le relazioni tra ambiente e natura sono considerate e analizzate in maniera univoca, ovvero dalla natura/architettura all'uomo e non viceversa.

Tale metodologia conduce ad una visione aspramente critica dell'utilizzo e lo sviluppo degli ambienti urbani, che vengono considerati una forma di coercizione da parte della classe dominante nei confronti dei cittadini. L'idea promossa da questa teoria è dunque la decostruzione degli spazi urbani e la costruzione di nuovi, cui caratteristiche principali siano breve durata, mutazione permanente e mobilità. La psicogeografia studia dunque le correlazioni tra psiche e ambiente, assumendo caratteri sovversivi nei confronti della geografia classica e ponendo al centro dei suoi scopi la ri-definizione creativa degli spazi urbani.

La psicogeografia è un gioco e allo stesso tempo un metodo efficace per determinare le forme più adatte di decostruzione di una particolare zona metropolitana. La tecnica dell'esplorazione psicogeografica è la Deriva, che indica un passaggio improvviso attraverso ambienti diversi.

Guy Debord ha suggerito alcune indicazioni per mettere in pratica una deriva psicogeografica:

  « Per fare una deriva, andate in giro a piedi senza meta od orario. Scegliete man mano il percorso non in base a ciò che SAPETE, ma in base a ciò che VEDETE intorno. Dovete essere STRANIATI e guardare ogni cosa come se fosse la prima volta. Un modo per agevolarlo è camminare con passo cadenzato e sguardo leggermente inclinato verso l'alto, in modo da portare al centro del campo visivo l'ARCHITETTURA e lasciare il piano stradale al margine inferiore della vista. Dovete percepire lo spazio come un insieme unitario e lasciarvi attrarre dai particolari. »

via marcovaldoscalinatellatour eiffel

lunedì, 15 giugno 2009

Il sindaco con la "sorpresa"!

Motta sorpresa

postato da: JonathanAlto alle ore 13:08 | link | commenti (2)
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domenica, 14 giugno 2009

Vergognoso! L'impero dello psiconano colpisce ancora!

Dal sito di Beppe Grillo.

"Il disegno di legge sulle intercettazioni può far chiudere la Rete. Se questo succederà, la responsabilità di ciò che verrà dopo sarà del Governo e del Parlamento. La Rete è lo strumento, lo spazio, il media che ha permesso a milioni di italiani di credere a un cambiamento democratico. Di illudersi di essere cittadini e non sudditi. Senza la Rete, con le televisioni e gran parte dei giornali in mano allo psiconano e ai suoi amici piduisti e mafiosi questo Paese si avvia verso una dittattura senza controllo e dagli esiti sociali imprevedibili.
I gestori di siti informatici dovranno procedere entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato. Non dar corso alla richiesta da parte di blogger, gestori di newsgroup, piattaforme di condivisione di contenuti e di chiunque sia definibile "gestore di sito informatico" avrà come conseguenza una sanzione da 15 a 25 milioni di vecchie lire. Si potrà richiedere a questo o a un altro blog, per ogni commento, per ogni video pubblicato su YouTube, per ogni fotografia, una rettifica. Più informazione pubblichi, più rettifiche puoi ricevere e dover pubblicare. Ci potrebbe essere il caso di chi invia un commento con un nickname e poi chieda lui stesso la rettifica.
E' una legge insensata e chi l'ha scritta è un analfabeta di Internet o uno che vuole metterle il bavaglio. I blog di liberi informatori come Martinelli o Byoblu chiuderanno dopo le prime multe e con loro centinaia di altri. Solo per gestire le richieste di rettifica entro 48 ore dovrei assumere 10 persone, e forse non sarebbero sufficienti. In un anno dovrei pagare probabilmente alcuni milioni di euro di multa. Una legge che non esiste neppure in Cina o in Birmania, concepita per fottere la libertà di espressione. Se passa, sarà la morte della blogosfera italiana. Se dovesse avvenire non dimenticheremo chi l'ha firmata, chi l'ha votata e chi, eventualmente, la controfirmerà. La Rete non è un ballo delle debuttanti, questi golpisti se ne accorgeranno. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure."

postato da: JonathanAlto alle ore 15:25 | link | commenti
categorie: blog, cyberspazio, berlusconi, blogger
giovedì, 11 giugno 2009

Up Patriots To Arms

Operazione a Roma, Genova e Milano.

In manette, tra gli altri, Luigi Fallico
ex esponente Ucc negli anni '80, cercava di riorganizzare la lotta. "Contatti con le Br"

Blitz anti-terrorismo: sei arresti
"Se sei rivoluzionario lo sei a vita"

Sequestrate armi e documenti.

Per gli inquirenti volevano colpire al G8 in Sardegna
Molte le intercettazioni. "L'importante è che si fa qualcosa de' grosso. Poi la pago"


Blitz anti-terrorismo: sei arresti "Se sei rivoluzionario lo sei a vita"

Luigi Fallico

ROMA - "L'importante è che si fa qualcosa de' grosso, poi la pago, non me ne frega un cazzo, vada come vada, il cento per cento non si può mai ottenere". E' il contenuto di una delle telefonate intercettate dagli inquirenti in cui Luigi Fallico, 57 anni, romano, ex esponente degli Ucc negli anni Ottanta, parlava di un attentato alla Maddalena nei giorni del G8, poi spostato all'Aquila. L'uomo stamattina è stato arrestato assieme ad altre quattro persone tra la capitale e Genova, su ordine del gip Maurizio Caivano. Erano pronti ad entrare in azione, secondo gli accertamenti compiuti dalla Digos, sotto il coordinamento dei pm Pietro Saviotti, responsabile del pool antiterrorismo, ed Erminio Amelio.

continua qui:
http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/terrorismo/terrorismo/terrorismo.html

postato da: JonathanAlto alle ore 21:26 | link | commenti
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martedì, 09 giugno 2009

Sull’inutilità di assassinare Berlusconi

Sull’inutilità di assassinare Berlusconi

 

 

(non tutte le rivoluzioni finiscono con l’uccisione del Re)

 

 

Sondaggi di regime affermano da mesi:

“il Cavaliere d’Arcore è simpatico alla gente!”

Ma gli animi precari appaion più che tesi

del “clima d’unità” a nessuno frega niente.

 

Sarà per l’ad personam o per le recessioni

ma già si sta pensando di far fuori Berlusconi.

Tritolo, mitra, lama o un buon vecchio veleno

e la democrazia tornerebbe in un baleno!

 

Eppure, compagni miei, qualcosa non mi quadra…

Che cosa si nasconde dietro tutto sto consenso?

Sol’uno come Silvio in questa Italia ladra

riesce ad assopire persino il buon dissenso?

 

Svegliatevi, dormienti! Rispolverate l’armi

dissotterrate bombe e coltelli pei gendarmi!

Ma no! Non m’hai capito! Non cerco mica sangue…

La bomba deve esplodere nell’anima che langue!

 

E’ inutile sparare sul pianista Berlusconi

perch’egli è solo il frutto di un sistema ormai malato.

La gente va cercando chi risolve i problemoni

e Silvio è l’uomo giusto, lo show man più ricercato.

 

Coi fazzoletti in mano salutiam l’opposizione

qualcuno si rifugia pure lì: in televisione.

Ci resta, amici miei, una sola resistenza:

la cultura, quella buona, non conosce desistenza.

 

letizia

evoluzioni


postato da: JonathanAlto alle ore 11:49 | link | commenti
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lunedì, 30 marzo 2009

Sconfiggere la matrice

“La bistecca di Matrix”


I libri, il senso d’appartenenza e l’elogio della diversità

di Michele Nigro

Breve saggio semifilosofico e decostruttivista
per scoprire nuove forme di salvezza
e il carattere eversivo della propria esistenza...


40 pagine - Copertina Morbida - Formato 12x18 - bianco e nero

Per ordinarlo: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=209742 copBOOK TRAILER

postato da: JonathanAlto alle ore 09:27 | link | commenti (2)
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domenica, 01 marzo 2009

A volte ritornano!!!

corsi e ricorsi

postato da: JonathanAlto alle ore 08:47 | link | commenti
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Google
 
FORMATO 500 per 71

 

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