
http://www.federazioneanarchica.org/index.html Umanità Nova si presenta settimanalmente in edizione cartacea come luogo di comunic/azione, di incontro, interventi e riflessioni su fatti e vicende dell'anarchismo sociale, dei movimenti libertari, antiautoritari, anticlericali, di mondo del lavoro e sindacalismo di base, azione diretta, lotte sul territorio, spazi sociali e percorsi autogestionari.
Sebbene durante il corso della sua esistenza abbia dovuto continuamente scontrarsi con innumerevoli tentativi di soffocarne la voce, continua dalla caduta del fascismo (1945) ad uscire ininterrottamente, in maniera completamente autofinanziata e grazie al sostegno politico di quanti vi hanno trovato un mezzo coerente con gli obiettivi e le pratiche antistatali ed anticapitalistiche di emancipazione e di trasformazione rivoluzionaria che via via si sono prodotti nella società e nei momenti di lotta che ancora oggi, in epoca di globalizzazione e di restaurazione autoritaria, li perseguono.
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Il titolo di questo post potrebbe avere un doppio significato: esprimere in maniera decisamente colorita la fine di un governo e quindi l'apertura di una crisi, oppure potrebbe significare che il capo del governo (e non solo lui) va letteralmente e materialmente con le puttane... Pardon, volevo dire con le escort (ovvero le accompagnatrici-badanti che rivitalizzano le prostate con massaggi perineali e fanno resuscitare anche i morti).
امروز، سی خرداد، ساعت 7 بعد از ظهر این دختر جوان توسط لباس شخصی ها کشته شد
I tg nazionali di prima serata le hanno dedicato ampi servizi post-elettorali, e del suo volto s’è interessata mezza stampa europea. Lei, Sandy Cane (di madre italiana e di padre afro-americano), eletta a sindaco di Viggiù, nel varesotto, doveva per alcuni essere la definitiva dimostrazione di come il suo partito, la Lega Nord, poco abbia a che fare col razzismo. Ma non tutti, nel Carroccio, hanno gradito. Ed è sul forum di Radio Padania che alcuni sostenitori leghisti in queste ore si stanno sfogando. «Nel brillante risultato alle ultime elezioni c’è una macchia: il sindaco un po’ nero di Viggiù», scrive Protesilao. Che precisa: «La signora Cane non ci rappresenta, noi non vogliamo un’Italia multirazziale». Gli fa eco Teiko: «Mi viene voglia di andar a dirgliene quattro a chi l’ha piazzata al posto di uno dei nostri».
E’ al Bossi pensiero («Finché esisterà la Lega mai gli italiani sceglieranno un nero») che ci si appoggia per decretare l’incompatibilità della Cane «con la cultura e con i valori» del movimento. E non di sola incompatibilità pare si tratti: «Questa elezione sta creando non poco imbarazzo in molti elettori», ammonisce un militante. Se taluni tentano di ridimensionare («In fondo parliamo di un paesino-ino-ino»), altri ne fanno una questione di principio, prendendosela con «certe teste leghiste» che si sono messe a pensare «all’integrazione del forestiero».
«Penso si sia trattato solo di una trovata elettorale, per far vedere che i leghisti sono buoni», replica invece TheCollector, raccogliendo il consenso di Cimbro: «Che sia stata una mera operazione di facciata è chiaro come il sole». Alcuni mettono discussione la validità stessa della candidatura da parte del partito: «Ha una tessera da socio sostenitore, tessera che non dà diritto a candidature pubbliche». Nel dibattito si infila timidamente Eziofulk, che sottolinea come comunque si tratti della «figlia di un' indigena». Osservazione però non sufficiente a calmare gli animi. Tanto che subentra la genetica: «Non è la permanenza in un luogo a definire un individuo, ma il sangue che gli scorre nelle vene: sono i geni che ereditiamo dai nostri genitori a determinare il nostro modo di pensare e di agire». TheCollector condivide. E a sostegno della tesi cita le parole di un iscritto a Forza Nuova: «Il Colosseo o l’Arena di Verona appartengono al nostro intimo, mentre per gli immigrati non sono che ruderi».
Tra appelli ai dirigenti affinché si ravvedano, «altrimenti è l’immagine del partito che verrà rovinata», e sconsolati rilievi di chi, «a frittata ormai fatta», spera che abbia al più presto termine «l’eccessiva amplificazione data alla vicenda dai giornali gossippari», sul sito di Radio Padania la discussione prosegue. Nei giorni scorsi qualcuno, commentando quanto avvenuto a Viggiù, aveva tirato in ballo un presunto ”effetto Obama”. Sarebbe stato forse più opportuno parlare di operazione foglia di fico.
PANORMO. Un articolo di Diodato Buonora, un vero competente.
Come primi piatti si poteva scegliere tra fusilli, ravioli, tagliatelle e cavati accompagnati con sughi al pomodoro, al ragù di castrato o ai funghi. I secondi, invece, sono ricche grigliate di carne del posto. Il vino è quello locale. Quindi un ristorante dove la gastronomia del luogo e la semplicità la fanno da padrona. Da aggiungere che il prezzo vale ampiamente il viaggio: un pranzo o una cena completa, compresa di vino, non supera mai i 15 euro a persona. Molto invitanti anche i prezzi che si effettuano per le 5 stanze tutte dotate di servizi indipendenti e riscaldamento. Ecco le quote individuali in camera doppia: pernottamento e prima colazione 20 euro; mezza pensione 30 euro; pensione completa 35 euro; il supplemento singola è +20%. È proprio il luogo ideale per chi cerca una tranquilla vacanza (o un week end) a contatto con la natura incontaminata.I ruderi del castello, il cui nucleo principale è posto tra i due massi rocciosi che sono sulla sommità del monte omonimo, sorgono a circa 650 metri sul livello del mare. La funzione della fortezza era principalmente quella di ospitare la popolazione durante gli attacchi e le scorrerie piratesche che venivano dal mare, attraverso la pianura sottostante. Esso assolve a compiti decisivi per la difesa del principato di Salerno e proprio per la sua posizione non fu mai espugnato. Infatti l'insediamento domina tutta la pianura fino al mare per cui ogni movimento di truppe era ben visibile, tanto da permettere alla popolazione di potersi rifugiare nelle sue mura ed avere il tempo disponibile per prepararsi a sostenere gli attacchi. Nella seconda cinta di mura (la prima è ben visibile in alcuni tratti nei pressi del centro antico sottostante - erano inglobate le torrette di avvistamento e un portone di accesso. Essa cinge l'ampio pianoro costituente la maggior parte dell'area archeologica del Castrum - esso stesso edificato su preesistenze greche e romane - oggi sconvolta da una recente opera di forestazione con messa a dimora di centinaia di pini e abeti. Percorrendo la pineta, un piccolo sentiero conduce ai ruderi racchiusi nella prima cinta; dopo pochi minuti di salita si incontrano i ruderi della chiesa del castello, edificata extra moenia; essa è leggibile in pianta e presenta la navata ed una piccola abside: notizie la intestano a Santa Maria degli Angeli. Proseguendo, si intravedono a ridosso della pineta, due torrioni a pianta quadrata, posti a breve distanza tra loro, uniti da un pianerottolo su un muraglione terrapieno. Le fabbriche, costituite da pietra del luogo e riutilizzo di materiale di risulta, hanno assunto una colorazione identica alle rocce cui sono aggrappate per cui diventa impossibile, da una certa distanza, individuare la differenza tra lei e la roccia stessa. Il nucleo conserva buona parte delle strutture portanti che permettono ancora un'agevole lettura degli ambienti: infatti nell'androne principale, dipartono verso est il belvedere costituito da un torrione sormontato da un arco che si affaccia sulla valle del Tusciano; verso sud il salone di rappresentanza ed altri locali di pertinenza siti anche a livelli superiori; nella parte più bassa esistono anche cisterne scavate nella roccia nelle quali confluivano le acque meteoriche, sia naturalmente sia convogliate attraverso canalizzazioni in cotto. La struttura occupa l'intero spazio tra i due massi la cui sommità è raggiungibile attraverso arditi camminamenti naturali e a tratti manufatti. E' ancora visibile un arco sospeso nella zona più alta del secondo masso. Alla base di quest'ultimo esiste una piccola grotta nella quale, narra la leggenda, era inizialmente la statua di San Michele, poi trasferita nella grotta grande attuale dimora dell'Arcangelo. I ruderi del Castrum Olibani sono raggiungibili dalla frazione Salitto proseguendo per la località Cannabosto da cui, immediatamente verso destra, salendo, parte una strada sterrata che conduce direttamente al Castrum. http://www.olevanoproloco.it/Itinerari.htm









(foto by Jonathan)

Niente paura amici di Battipaglia dall'alto, non sono tornati... O meglio, non sono tornati "quelli famosi" del ventennio di Mussolini, ma in compenso oggi abbiamo i "nipoti" del quindicennio di Berlusconi. Che è peggio! Almeno i fascisti a cui fa riferimento il fascio in rilievo sul tombino nostalgico erano "palesemente fascisti"... I riciclati del centro-destra (che "orgogliosamente e italicamente" si apprestano a governare la provincia e buona parte dei comuni in essa contenuti), invece, sono più pericolosi perchè provengono un po' da varie fonti e tutti si sono autodiluiti in questa strana creatura, figlia del predellino dell'auto di Silvio, che si chiama Popolo della Libertà... I fascistoidi che parlano di libertà: è un po' come se Emilio Fede parlasse all'improvviso di "obiettività giornalistica"... C'è da ridere, insomma!
Dicevamo, alcuni post fa, che la pista ciclabile della litoranea di Battipaglia così come è attualmente gestita, non serve a niente... Anzi! E' più dannosa che utile...
Pista ciclabile, litoranea di Battipaglia: piano della pista con rigonfiamento e crepe...
Pista ciclabile con "salto agli ostacoli": per mettere alla prova i riflessi del ciclista e la sua capacità di saltare con la bici...
Pista ciclabile con cassonetti piazzati lungo il percorso: nel caso in cui il ciclista voglia gettare una carta o una bottiglia al volo mentre pedala... E per rendere il tragitto più "interattivo"...
Pista ciclabile: "manutenzione zero"
Pista ciclabile con "munnezza" ed erbacce
Pista ciclabile con "munnezza" ed erbacce (parte 2)

Mare d'inverno, comune di Battipaglia
Un cumulo di "munnezza" su una spiaggia libera di Battipaglia.
Nel 1948 esce nelle sale "Ladri di biciclette" di Vittorio de Sica. Passerà appena un anno e Fausto Coppi, trionfatore in sella alla sua Bianchi di Giro d'Italia e Tour de France, diventerà l'eroe dell'epopea moderna celebrato da Roland Barthes. Ed è proprio nel clima di devastazione e speranza, di distruzione e rinascita dell'immediato dopoguerra che si impone il mito contemporaneo della bicicletta, un mito oggi forse maturo per trasformarsi in utopia ecologista e democratica. Augé analizza lucidamente il "nuovo umanesimo dei ciclisti", che annulla le differenze di classe, induce all'uguaglianza, riconduce l'esistenza nelle nostre città a tempi e ritmi più sostenibili, trasforma le vie urbane in spazi da scoprire con la cadenza regolare della pedalata e riapre così le porte, in ultima analisi, al sogno e all'avvenire.La psicogeografia è una metodologia d'indagine dello spazio urbano creata nei primi anni cinquanta dal movimento di avanguardia artistica dei lettristi.
Nel 1953 Ivan Chtcheglov scriveva: "Sire, io vengo dall’altro paese. Nelle città ci annoiamo, non c’è più un tempio del sole" (...) "I diversi quartieri di questa città potrebbero corrispondere all’intera gamma di umori che ognuno di noi incontra per caso nella vita di ogni giorno".
Nel primo numero del bollettino dell'Internazionale Situazionista, pubblicato nel 1958, la psicogeografia viene definita "Studio degli effetti precisi dell'ambiente geografico, disposto coscientemente o meno, che agisce direttamente sul comportamento affettivo degli individui". In questo senso la psicogeografia si inserisce nel filone del determinismo ambientale, che era nato già con Friedrich Ratzel a metà Ottocento, per cui le relazioni tra ambiente e natura sono considerate e analizzate in maniera univoca, ovvero dalla natura/architettura all'uomo e non viceversa.
Tale metodologia conduce ad una visione aspramente critica dell'utilizzo e lo sviluppo degli ambienti urbani, che vengono considerati una forma di coercizione da parte della classe dominante nei confronti dei cittadini. L'idea promossa da questa teoria è dunque la decostruzione degli spazi urbani e la costruzione di nuovi, cui caratteristiche principali siano breve durata, mutazione permanente e mobilità. La psicogeografia studia dunque le correlazioni tra psiche e ambiente, assumendo caratteri sovversivi nei confronti della geografia classica e ponendo al centro dei suoi scopi la ri-definizione creativa degli spazi urbani.
La psicogeografia è un gioco e allo stesso tempo un metodo efficace per determinare le forme più adatte di decostruzione di una particolare zona metropolitana. La tecnica dell'esplorazione psicogeografica è la Deriva, che indica un passaggio improvviso attraverso ambienti diversi.
Guy Debord ha suggerito alcune indicazioni per mettere in pratica una deriva psicogeografica:
« Per fare una deriva, andate in giro a piedi senza meta od orario. Scegliete man mano il percorso non in base a ciò che SAPETE, ma in base a ciò che VEDETE intorno. Dovete essere STRANIATI e guardare ogni cosa come se fosse la prima volta. Un modo per agevolarlo è camminare con passo cadenzato e sguardo leggermente inclinato verso l'alto, in modo da portare al centro del campo visivo l'ARCHITETTURA e lasciare il piano stradale al margine inferiore della vista. Dovete percepire lo spazio come un insieme unitario e lasciarvi attrarre dai particolari. »![]() ![]() ![]() |
di Beppe Grillo.
Luigi Fallico
Sull’inutilità di assassinare Berlusconi
(non tutte le rivoluzioni finiscono con l’uccisione del Re)
Sondaggi di regime affermano da mesi:
“il Cavaliere d’Arcore è simpatico alla gente!”
Ma gli animi precari appaion più che tesi
del “clima d’unità” a nessuno frega niente.
Sarà per l’ad personam o per le recessioni
ma già si sta pensando di far fuori Berlusconi.
Tritolo, mitra, lama o un buon vecchio veleno
e la democrazia tornerebbe in un baleno!
Eppure, compagni miei, qualcosa non mi quadra…
Che cosa si nasconde dietro tutto sto consenso?
Sol’uno come Silvio in questa Italia ladra
riesce ad assopire persino il buon dissenso?
Svegliatevi, dormienti! Rispolverate l’armi
dissotterrate bombe e coltelli pei gendarmi!
Ma no! Non m’hai capito! Non cerco mica sangue…
La bomba deve esplodere nell’anima che langue!
E’ inutile sparare sul pianista Berlusconi
perch’egli è solo il frutto di un sistema ormai malato.
La gente va cercando chi risolve i problemoni
e Silvio è l’uomo giusto, lo show man più ricercato.
Coi fazzoletti in mano salutiam l’opposizione
qualcuno si rifugia pure lì: in televisione.
Ci resta, amici miei, una sola resistenza:
la cultura, quella buona, non conosce desistenza.


“La bistecca di Matrix”
BOOK TRAILER
FORMATO 500 per 71
